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Roma, non è di nessuno

Roma, non è di nessuno

(2025) - 26' -
Andrea Rainone
Sinossi:
Il cortometraggio "Roma, non è di nessuno" è una complessa e profonda riflessione sulla città di Roma, vista come un'entità viva e inafferrabile, una "lunga storia fatta di storie" che non ammette definizioni. La città è descritta come un luogo di contraddizioni, tra magnificenza e miseria, e solo il silenzio ne rivela l'essenza. Il film esplora la dicotomia sociale tra la "peggior borghesia d'Europa" e l'autentica anima popolare romana ("c'avemo er core"). Affronta il tema della trasformazione urbana e sociale: il centro è "un po' puttana e un po' santa", mentre la vera "romanità" e la tradizione popolare risiedono nelle periferie che stanno cambiando, spingendo il popolo più povero sempre più lontano e assistendo alla scomparsa della lingua romanesca. Un elemento centrale è il ricordo di Pier Paolo Pasolini, descritto come "poeta visivo e divisivo", la cui morte è definita un "delitto di stato". La sua figura incarna la verità ignorata dagli altri e il precario equilibrio della città. Il cortometraggio tocca anche temi esistenziali come la paura del fallimento e la condanna del consumismo sfrenato, dove il tempo e il corpo vengono consumati per "cose inutili". Si conclude con la potente metafora di Roma come una madre che abbandona il figlio nel momento cruciale, un grido disperato che rivela la verità finale: "la città mi ha abbandonato, perché questa città non è di nessuno, nemmeno dei suoi figli". Questa stessa paura e assenza di risposta si riflettono nella tragedia di Pasolini.
Nid: 5136