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Ritratto di marioni_10759

Monica Marioni

Monica Marioni nasce a Conegliano Veneto (TV) nel 1972, ma si trasferisce giovanissima nel vicentino dove tuttora vive alcuni mesi all'anno. Nel suo percorso formativo si riveleranno fondamentali la laurea in scienze statistiche e gli anni passati all'interno di un grande gruppo industriale, più dell’ esperienza dell'istituto d'arte. Nutre un forte legame con i materiali e questo si traduce nella densa matericita' delle opere astratte prima, via via più figurative in seguito. Marioni considera i diversi media artistici come pennelli diversi, ognuno adatto a veicolare ora una sfumatura, ora un’altra. Monica Marioni fa dell’arte una professione a seguito di un fondamentale incontro con Antonina Zaru, gallerista, mecenate, già amica e complice di artisti di fama internazionale come come Nam June Paik, Luca Pignatelli, Giovanni Frangi, Velasco, Salvatore Garau. E’ lei a riconoscere per prima il potenziale di Monica, spingendola a muovere i primi passi partendo da Napoli, con una collettiva a palazzo Crispi. La collaborazione pluriennale culmina con l’invito a realizzare un' opera monumentale nell’ambito di un evento collaterale alla 53esima Biennale D'Arte di Venezia, la porta a realizzare "Ego", installazione e videoarte unite in un unico lavoro. Approda quindi alla "pittura digitale", slancio verso la perfezione figurativa, pienamente espressa nel progetto «Ninfe», presentato a Vicenza per iniziativa della Fondazione Vignato per l'Arte, e in IO SONO, allestito a Milano presso Fondazione Stelline, con la curatela di Vittorio Sgarbi e Oliver Orest Tschirky. Il 2015 inaugura una nuova stagione di installazioni e opere performative, nell’ambito del progetto FAME! presentato a Milano e PAN|Palazzo delle Arti di Napoli. In ogni sua forma, l'attenzione artistica di Monica Marioni è sempre concentrata sulla figura umana, che rappresenta con una vasta e varia gamma espressiva: nudi asciutti e taglienti; donne intense, altere, sicure di se; ritratti ed autoritratti di un profondo spessore psicologico. Scene quotidiane rese surreali. Guardandosi intorno, Marioni rimane affascinata dalla massa di immagini che la circonda, e lungi dal rifiutarla vi affonda le mani lavorando in modo incrementale, trasfigurando in proprio segno, mutevole e duttile ma sempre personalissimo. Monica Marioni è un abile disegnatrice, dal tratto nitido, rapido e secco, senza ripensamenti; l'osservatore assume quasi una posizione di interprete psicoanalitico. L’artista sonda, nelle figure prive di riferimento storico e contesto sociale, il voyeurismo e l' esibizionismo, una coppia freudiana di piaceri perversi.
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