New Days

Regista: Dayan El Zweig

(2018) - Musicale - 4'
Attori: 
Girls: Marianna Arbolino, Antonella Pandalone, Gelsomina Picone, Oksana Makar
Drawer: Dr Bleed
Juggler: Luigi Cennamo
Rabbit: Fabrizio Candela, Riccardo Sergio
Gentleman: Piero Iorio
Priest: Riccardo Sergio
Frances: Frances Da Luz
Dayan: Dayan El Zweig
Julian: Giuliano Fazio



New Days
Sinossi: 
All’interno di una campagna a perdita d’occhio, si sviluppa uno scenario in cui delle ragazze (MARIANNE e ELOISE e JASMINE) giocano spensierate rispecchiando i classici caratteri dell’innocenza, mimando i ricordi sbiaditi eventi passati. Si rincorrono, fanno la campana con i sassi, rotolano nell’erba e ridono felici, fino al confronto con la realtà del tempo presente. Un uomo (PIERO) vestito in giacca e cravatta, simboleggia i dogmi che costringono la personalità; viene a contatto con le ragazze principalmente nell’atto emblematico del vestirsi guardandosi allo specchio, e alterna se stesso alla figura del CONIGLIO fino a prenderne i panni. Il personaggio del CONIGLIO raffigura la perdita dell’innocenza, dapprima come entità separata, aiutando ad esempio PIERO a specchiarsi nel momento più caratterizzante della dicotomia “libertà / costrizione” che si protrae all’interno dell’intero video, e successivamente in un tutt’uno con la figura di PIERO, rendendo il dogma allo stesso tempo una causa ed un effetto. Il CONIGLIO compie azioni come suonare una chitarra e scatenarsi nell’erba, la sua presenza è importante e la sua entità è folle. Entra maggiormente in contatto con le ragazze, in particolare con MARIANNE ed ELOISE che circuisce e tenta di corrompere. L’atto della corruzione raggiunge il suo climax nel momento in cui il CONIGLIO porge una mela alle ragazze, definendo con linguaggio “biblico” la fine della giovinezza e l’addio a tempi di felicità incondizionata. I protagonisti DANIELE, GIULIANO e FRANCESCO si trovano invece insieme nello scenario interno a fare i conti con gli eventi della loro vita. Questo luogo costituisce una realtà parallela che racchiude l’intimità della loro mente, e tutti gli elementi che li circondano simboleggiano i caratteri del presente. Vicino ai protagonisti in questo scenario ci sono personaggi che personificano uno stato d’animo all’interno di sembianze umane. Un DISEGNATORE dipinge su una tela, che sta a significare la volontà di imprimere in modo indelebile i ricordi ormai lontani per paura di dimenticarli. Un GIOCOLIERE dà spettacolo con palline e birilli, caratterizzando l’unico elemento euforico di questo scenario, interpretando quello che sono le ragazze nella realtà precedente. All’interno, insieme ai protagonisti, la figura principale è quella del SACERDOTE, simbolo dell’autorità e delle regole che si auto impone l’individuo, attuando nuovamente un parallelo con la figura di PIERO dello scenario esterno. Egli compie nervosamente azioni dal sapore rituale, in netto contrasto con DANIELE, GIULIANO E FRANCESCO intenti a svolgere azioni quanto più possibile ordinarie e domestiche come il cambiare canale alla TV, fumare una sigaretta o lavarsi il viso. Anche in questo scenario, la convivenza di questi due estremi, porta ad un compromesso obbligato nel momento in cui DANIELE cede e si inginocchia davanti al SACERDOTE. Le scene si susseguono nell’alternarsi delle due realtà, creando un gioco di immagini miste, in cui presente e passato si intrecciano. Proprio come la mente umana che, attraverso pensieri e ricordi, sviluppa riflessioni ed opinioni sull’avvenuto e l’avvenire. Alla fine GIULIANO, FRANCESCO e DANIELE si posizionano sul divano insieme, si mettono comodi, rassegnati spettatori degli eventi e della vita nel suo continuo mutamento. Sui loro volti c’è la malinconia per il passato, ma anche il principio di un sorriso consapevole, privo di ingenuità, il sorriso di chi soffre nobilmente il peso delle cose in tutto il suo valore.
Produzione: 
Frances Da Luz, Dayan El Zweig, Giuliano Fazio
Sceneggiatura: 
Riccardo Sergio, Frances Da Luz, Dayan El Zweig
Fotografia: 
Antonio Porcaro